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App Artime is Art

Il terzo compleanno di CaMu vede un gran fermento di attività presso il Palazzo della Fraternita dei Laici, fondata nel 1262 e ancora oggi molto attiva in progetti d’interesse sociale e culturale, con il suo importante archivio e la preziosa collezione d’arte.

Fraternita dei Laici e Casa della Musica, grazie al contributo della Fondazione CR Firenze, presentano alla comunità sabato 14 dicembre (ore 10.30) l’allestimento dedicato a Guido d’Arezzo ed un nuovo strumento di conoscenza e promozione dell’offerta culturale e formativa della città, mentre domenica 15 un festoso open day permette alle famiglie di essere guidate (in italiano ed in inglese) alla visita del Palazzo in piccoli gruppi, dalle 10:30 alle 16:00.
L’interazione tra arte e tecnologia ha permesso l’invenzione e lo sviluppo della app ARTIME IS ART che, attraverso un uso strategico e coordinato delle tecnologie digitali applicate al patrimonio storico-artistico, accompagna i visitatori alla scoperta della collezione d’arte del Palazzo della Fraternita e del nuovo ambiente interattivo dedicato alla figura di Guido d’Arezzo, letterato, cantor et magister musicae che per primo codificò la scala musicale e il nome delle note.
È sufficiente possedere uno smartphone: tramite la mappa navigabile, un sistema di localizzazione in tempo reale e la fotocamera dell’apparecchio è possibile partire alla scoperta dei tesori del Palazzo della Fraternita “catturando” sedici opere d’arte e ricostruendo la storia di Arezzo e quella dei suoi protagonisti, dal Medioevo ai nostri giorni. Oltre a costituire una guida interattiva per la mostra, la app accompagna il visitatore nella conoscenza della tradizione musicale aretina e di Guido d’Arezzo: nella sala a lui dedicata, alcune antiche opere d’arte si animeranno, una volta inquadrate con lo smartphone, consentendoci un vero viaggio nel tempo. 
Un frammento del mosaico medievale proveniente dal Duomo Vecchio ci riporta all'antico sito del Colle del Pionta, dove è visibile la ricostruzione 3d della prima Cattedrale di Arezzo, dove Guido Monaco visse e insegnò. Quattro angeli musicanti dipinti nel Quattrocento suonano per noi i loro strumenti musicali, mentre un prezioso libro corale con bellissime miniature risuona delle melodie gregoriane intonate dai monaci come al tempo di Guido d’Arezzo. E infine, il suo ritratto ci permette, grazie alla realtà aumentata, di scoprire le origini della scala musicale e del nome delle note che ancora oggi usiamo.